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Wish bloccata in Francia, il 95% dei prodotti non è conforme alle norme di sicurezza UE

Fonte: Il Corriere della Sera

Articolo di Riccardo Lichene


Le autorità francesi hanno acquistato 140 prodotti dalla piattaforma di ecommerce cinese: la maggioranza non rispettava le norme di sicurezza dell’Unione Europea. I giocattoli in particolare si sono dimostrati particolarmente pericolosi

Diversi ministri del governo francese hanno rilasciato una dichiarazione comune annunciando di aver chiesto ai principali motori di ricerca e app store mobili operanti in Francia di nascondere del tutto il sito web e l’app mobile di Wish.com. Wish è una popolare piattaforma di e-commerce che vende principalmente prodotti di brand e commercianti con sede in Cina. Non ha un magazzino come Amazon, perché gli articoli vengono spediti direttamente dai commercianti ai clienti.

L’anno scorso, l’agenzia statale francese che vigila sui diritti dei consumatori e sulle frodi ha iniziato a indagare su Wish. All’epoca, la direction générale de la concurrence, de la consommation et de la répression des fraudes (DGCCRF) sospettava che fosse un po’ troppo facile ingannare i consumatori e vendere prodotti contraffatti sulla piattaforma, in particolare scarpe da ginnastica e profumi con immagini che mostravano erroneamente i loghi di marchi famosi. L’agenzia francese ha quindi ordinato 140 prodotti diversi su Wish, per la maggior parte importati, per scoprire se quegli articoli erano sicuri o meno. Il novantacinque percento dei giocattoli acquistati sulla piattaforma non era conforme alla normativa europea e il 45% di essi è stato ritenuto addirittura pericoloso. Per quanto riguarda i prodotti elettronici, il 95% di quelli acquistati non dovrebbe essere disponibile in Europa e il 90% di essi è risultato pericoloso in un modo o nell’altro. Persino la bigiotteria venduta sulla piattaforma presenta un rischio: il 62% degli articoli ordinati è stato etichettato come pericoloso. Queste metriche, lo ricordiamo, si basano su un campione molto piccolo di 140 prodotti.

In teoria, quando Wish riceve la notifica che un oggetto in vendita sul suo store è stato classificato come pericoloso, quel prodotto viene rimosso dal marketplace entro 48. Eppure, «nella maggior parte dei casi, quei prodotti rimangono disponibili con un nome diverso, e talvolta anche dallo stesso venditore. La società non tiene alcun registro sulle transazioni relative a prodotti non conformi e pericolosi», ha scritto il ministero dell’Economia francese nella sua dichiarazione. Secondo l’indagine, quando Wish notifica ai suoi clienti che hanno acquistato un prodotto pericoloso, non menziona i rischi che hanno portato alla classificazione. Nel luglio 2021, l’amministrazione francese incaricata dei diritti dei consumatori e delle frodi ha notificato Wish e ha chiesto alla piattaforma di conformarsi alla normativa europea sull’e-commerce e sulla sicurezza dei prodotti. L’amministrazione ha dato un preavviso di due mesi prima di mettere in atto ulteriori azioni. Sono passati quattro mesi e ora il governo francese sta sfruttando i recenti cambiamenti nelle normative europee per dereferenziare (eliminare dai risultati di ricerca di Google) o bloccare siti Web e app problematici. È un processo contorto ma il Ministero dell’Economia ha chiesto all’amministrazione francese competente di chiedere ai motori di ricerca e agli app store di dereferenziare Wish. Ci vorrà un po’: mentre scriviamo questo articolo infatti, Wish è ancora disponibile nell’App Store francese ed è ancora possibile trovare il sito Web di Wish nei risultati di ricerca di Google.

Anche dopo l’entrata in vigore dei blocchi voluti dalle autorità francesi, il sito web sarà ancora disponibile e l’app funzionerà ancora a chi la ha già scaricata sul telefono. Wish, però, sarà assente dai risultati di ricerca di Google, dell’App Store e del Play Store. Se l’amministrazione francese potrà verificare la messa in atto delle misure appropriate per conformarsi alle normative, potrebbero esserci le condizioni per revocare lo shadowban (quando un sito non è effettivamente bloccato ma risulta comunque introvabile per la maggior parte di persone perché scomparso dai motori di ricerca). Con questa sua decisione radicale, la Francia ha creato un precedente per le autorità europee per andare a investigare e punire tutti quegli attori responsabili del commercio online di prodotti pericolosi, dannosi e contraffatti. L’Europa ha in cantiere una riforma della direttiva sul commercio elettronico del 2000 nella forma del Digital Services Act che, nelle parole di Ursula von der Leyen, «sarà fonte di una nuova legislazione in materia di contenuti illegali, pubblicità trasparente e disinformazione».

Wish non ha perso tempo e ha risposto nel giro di poche ore smentendo le accuse delle autorità francesi e annunciando il ricorso contro delle misure che giudica sproporzionate. «Wish dispone di una serie di meccanismi proattivi e reattivi progettati per prevenire, rilevare e rimuovere gli annunci che violano le leggi o gli standard di sicurezza locali. Tra questi c’è un robusto meccanismo interno per la notifica e la di rimozione dei prodotti, nonché un protocollo che punisce i commercianti recidivi. In qualità di firmatari volontari dell’impegno sulla sicurezza dei prodotti dell’UE, reagiamo entro due giorni lavorativi agli avvisi del governo per rimuovere gli annunci che offrono prodotti non sicuri in vendita nell’UE, il che va ben oltre gli attuali requisiti legali. Wish sta diversificando attivamente la sua base commerciale reclutando venditori in una varietà di aree geografiche, inclusa l’Europa, al fine di espandere la selezione dei prodotti e migliorare ulteriormente la qualità del suo servizio. Wish rispetta sempre le richieste di rimozione della DGCCRF ed è, quindi, perplessa dall’approccio eccessivamente punitivo in merito a questa questione. Abbiamo ripetutamente cercato di impegnarci in modo costruttivo con la DGCCRF. Ora stiamo perseguendo un ricorso legale per contestare ciò che consideriamo un’azione illegale e sproporzionata svolta dalla DGCCRF».

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